Trasmutazioni

Il lavoro sulla figura dei “femminielli “ a Napoli vuole suggerire, attraverso i loro ritratti, un punto di vista, che riesca a mettere in luce la loro vita interiore ,la loro esistenza più intima e che possa approfondirne la conoscenza.
Non è puntando lo sguardo sui particolari fisiognomici che si possa riuscire a cogliere l’essenza intima della loro esistenza. È solo attraverso il carattere e a un sentire comune puo nascere l’idea di una psicologia che può esistere e portata all’esterno.
È stato un lavoro lungo e di attese. Era necessario, perché i loro sguardi potessero parlare, che le persone da me ritratte acquistassero fiducia , non si sentissero giudicate. Ho avvertito da subito che il loro bisogno era quello di “ridisegnarsi”, di essere visti per quello che erano realmente al di la delle nude apparenze
Malgrado quello che si possa credere ,nel bacino di coloro che sperimentano nel mondo il dramma della contraddizione identitaria (che sono forse assai più di quanti non si sospetti), i “femminielli” sono i più convinti, i più determinati nei riguardi della loro scelta e i più rispettosi del loro sentire più profondo nonostante abbiano pagato un prezzo a volte altissimo (l’impossibilità del lavoro, il trasferimento o la perdita dello stesso che spesso diventa causa di prostituzione ).
È questo mondo e questo sentire che ho cercato di riprodurre attraverso i miei scatti nel rispetto più assoluto della loro inconfondibile individualità.
Salvatore Esposito